18/12/2011


Francesca Pisani, dell’A.S.D. Taekwondo Fabriano, terza classificata al Campionato Italiano di Forme 2011-2012.

“Una medaglia di bronzo che vale oro”, questa è la frase che più volte mi sono ripetuta durante il lungo viaggio di rientro da Fondi, dove si è svolta la competizione.

Non ho avuto la possibilità di allenarmi come avrei voluto, ma troppe volte, nonostante la maggiore preparazione, in gara non si raggiunge l’obiettivo che sulla carta si sarebbe potuto … e così mi sono iscritta comunque al Campionato.

Ogni gara regala un’esperienza di vita da custodire; salire sul podio nella competizione più importante d’Italia dona sempre una grande emozione da ricordare. Questa volta all’emozione, come poche volte capita, si è accompagnata la soddisfazione per il risultato raggiunto grazie a quella che in economia verrebbe definita un’ “over-performance”. Ho affrontato la gara consapevole di non poter competere per preparazione con le favorite: atlete esponenti o comunque di interesse della squadra Nazionale Italiana, che decidono di dedicare e possono dedicare buona parte del loro tempo al Taekwondo.

Nelle gare di forme ciascun atleta ha a disposizione un minuto circa per eseguire l’esercizio al meglio delle sue possibilità. Al termine i giudici attribuiscono un punteggio sulla base del quale viene determinato l’accesso alla fase successiva della gara e così via fino alla finale, dove viene definita la classifica. Fallire la performance in quel minuto, vuol dire non accedere alla fase successiva e dover aspettare un anno prima di avere un’altra possibilità. Gestire la tensione e l’emozione diventa quindi determinante e non è affatto facile riuscire a fare del proprio meglio in una tale circostanza. Quando ci si riesce si deve essere soddisfatti a prescindere dal risultato ottenuto; quando poi tale risultato positivo, oltre che sentirlo dentro di te, puoi anche vederlo guardando il cerchio di bronzo, d’argento o d’oro che appeso al collo ti arriva all’altezza del cuore, la soddisfazione è ancora più grande.

Agli altri miei compagni d’avventura, stavolta, non è andata altrettanto bene e non sono riusciti ad arrivare sul podio, ma sarebbe ingiusto non condividere con loro questo mio risultato; un grazie dunque per i preziosi consigli tecnici al Maestro Giovanni Berardi e per l’altrettanto prezioso supporto a Christian Magnoni e a Paolo Andreini, già determinati a fare meglio la prossima volta. Ad maiora!

F.P.

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